Il romanzo
Il peso che portiamo spesso non ci appartiene: ferite antiche ci attraversano prima ancora di sapere chi siamo e le domande restano sospese finché non troviamo il coraggio di guardarci dentro.
In una Buenos Aires segnata dalle ferite dell’ultima dittatura, un adolescente scopre che la propria identità è stata costruita su una menzogna. Il passato esplode tra silenzi, violenze, padri ingombranti e madri assenti, alimentando una rabbia pronta a incendiare tutto.
Ma esiste un istante, fragile e decisivo, in cui non è il dolore a guidare il cambiamento: è la Scelta. Non impulso cieco, ma attraversamento: un confronto profondo con ciò che è stato rimosso.
Tra vendetta e perdono, obbedienza e libertà, il romanzo scava nel cuore di ciò che significa sottrarsi a un destino imposto, trasformando l’odio in responsabilità per riscrivere il proprio destino senza tradire la memoria.
Una scelta mai eroica, ma profondamente umana. Prima individuale e poi, forse, collettiva.
Il Teatro
Il ritorno della memoria
L’adattamento teatrale del romanzo traduce in corpo e voce la tensione emotiva della storia. Attraverso una regia essenziale e un linguaggio poetico, lo spettacolo porta in scena la ricerca di Diego come rito di memoria collettiva.
Il teatro diventa luogo di confronto e di catarsi, in cui la memoria si fa presente e chiede di essere condivisa. Ogni spettatore è chiamato a partecipare, a riconoscersi, a compiere la propria scelta.
Il disco
Buenos Nápoles
Ponte culturale
Testi Bilingue
Atto d'Amore
Multiculturalità